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domenica 23 giugno 2013

semina OGM in Friuli...sappiamo quello a cui andiamo in contro?


Una settimana fa in Friuli c'è stata l'ennesima provocazione da parte degli esponenti di Futuragra seminando qualche migliaio di metri quadri di mais transgenico... 
La cosa era stata annunciata da tempo dopo che la Corte di giustizia europea ha riaffermato il diritto della semina di materiale OGM per gli agricoltori italiani.
Solo dopo l'avvenuta semina e la rivendicazione in TV di Giorgio Fidenato (leader del movimento libertario) il nostro ministro Nunzia De Girolamo ha mandato la Guardia Forestale a valutare le sementi usate e quindi le  azioni da intraprendere... Intanto sicuramente altri agricoltori del movimento hanno iniziato a piantare mais transgenico visto che si stima in Italia si siano comprate sementi OGM per coprire circa 30000 ettari.
Ora, dal punto di vista degli agricoltori pro-OGM si può capire il rammarico della loro non libertà di piantare questi tipi di prodotti ma è pur vero che permettere la loro semina vorrebbe dire "infettare" le nostre tradizionali varietà...
La Futuragra in Italia e le varie multinazionali (Monsanto in testa) parlano di distanze di sicurezza per non andare a contaminare campi di prodotti tradizionali con quelli OGM... Ma siamo sicuri possa bastare?? 
Io sono completamente in disaccordo visto che i pollini possono rimanere vitali per moltissimi anni e il loro trasporto è praticamente incontrollabile...
Ricordiamoci che se si dovesse scegliere di permettere la produzione di questi tipi di prodotti, la perdita del patrimonio genetico delle piante tradizionali diverrà inevitabile e non sarà possibile tornare indietro... quindi la libertà di quei cittadini contrari ai prodotti OGM verrà lesa... 
Ricordandosi sempre che in tutta Europa la percentuale di persone contraria agli OGM è oltre il 50% (in Italia siamo circa al 60%).

mercoledì 13 giugno 2012

Scelta giusta?



Da ieri 12/06/2012 sono iniziati gli espianti delle coltivazioni transgeniche presso l’Università dellaTuscia a Viterbo.
Iniziamo subito col dire che io personalmente sono contrario alle modificazioni genetiche delle piante e che non credo l’uomo possa/riesca a velocizzare processi che in natura si sono evoluti in secoli… forse era meglio credere nella Natura e tutelare le varietà autoctone oramai ben inserite in certi habitat.
Detto questo però siamo di nuovo di fronte a “sprechi” monetari e tecnologici che portiamo avanti da 30 anni… infatti il professor Eddo Rugini, titolare della ricerca, ha dovuto iniziare l’espianto tramite scavatrice di ciliegi, actinidie e prossimamente dovrebbe toccare anche agli olivi (anche se in questo caso si dovrebbe usare l’iniezione di un pesticida).
La cosa tragicomica è che almeno una parte delle piante erano sterili, create solo come portainnesti resistenti a certe malattie (quindi con l’obiettivo di diminuire l’uso dei pesticidi) e comunque i soldi spesi in tutti questi anni vengono buttati in un giorno…
Se la strada è arrivare in Italia ad avere coltivazioni OGM free (anche se oggi pare un’utopia…) una scelta così forte può essere assecondata però, visto che già l’attuale ministro dell’ambiente Clini ha iniziato a raccogliere le firme per fermare gli espianti degli alberi transgenici, stiamo andando come al solito nell’assurdo…
Non era meglio fare un referendum su un argomento così delicato??? Un anno fa abbiamo votato per il blocco del nucleare…perché non inserire anche questo??? Non è che come al solito gli interessi delle multinazionali prevalgono su quelli della gente???